
Su un impianto in marcia la temperatura non è solo un problema di resistenza dei materiali: cambia anche la velocità con cui l’ultrasuono attraversa la parete, e quindi il valore letto.
- ✓ Sonda e accoppiante dichiarati per la temperatura effettiva
- ✓ Accoppianti con campo dichiarato da -30 a +520 °C
- ✓ Contatti brevi, alternati a pause di raffreddamento
- ✓ Compensazione termica automatica in modalità PETP
Il controllo di spessore su impianti in esercizio comporta quasi sempre il lavoro su pareti calde, perché arrestare e raffreddare una linea per eseguire una campagna di misure raramente è praticabile. La temperatura diventa allora una variabile del controllo a tutti gli effetti, e agisce su tre piani distinti: la tenuta del trasduttore, la tenuta dell’accoppiante e l’esattezza del valore letto.
Il primo piano riguarda la sonda. Il cristallo piezoelettrico e i materiali che lo racchiudono hanno una soglia oltre la quale le loro caratteristiche cambiano in modo permanente: un trasduttore ordinario lasciato appoggiato su una superficie molto calda si degrada. Le sonde costruite per l’alta temperatura impiegano materiali e geometrie che innalzano quella soglia, ma restano comunque componenti con un limite dichiarato, da rispettare.

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Il secondo piano riguarda l’accoppiante. Un gel ordinario su una parete calda evapora o si degrada rapidamente, e senza accoppiamento la misura semplicemente non avviene. Le formulazioni dedicate mantengono le proprie caratteristiche in temperatura: la gamma di accoppianti disponibile dichiara un campo di impiego da -30 a +520 °C, con prodotti diversi entro quell’intervallo.
Come si organizza la campagna di misura
| Aspetto | Accorgimento |
|---|---|
| Temperatura della parete | Rilevata prima di iniziare: determina sonda, accoppiante e correzione |
| Scelta del trasduttore | Sonda dichiarata per quella temperatura, non una sonda generica |
| Scelta dell’accoppiante | Formulazione entro il campo dichiarato, da -30 a +520 °C |
| Durata del contatto | Appoggi brevi con pause, per limitare il riscaldamento della sonda |
| Correzione della lettura | Compensazione termica automatica, oppure correzione a posteriori |
Perché la lettura va corretta

Uno spessimetro converte un tempo di volo in uno spessore usando la velocità di propagazione impostata. Quella velocità dipende dalla temperatura del materiale: una calibrazione eseguita a temperatura ambiente e applicata a una parete calda produce quindi un valore sistematicamente spostato, tanto più quanto maggiore è la differenza termica.
Gli strumenti dotati di compensazione termica correggono automaticamente questa deriva: sulla serie CMX è la modalità PETP. Dove la compensazione non è disponibile, la correzione va applicata a posteriori conoscendo la temperatura effettiva della parete, e il dato va registrato insieme alla misura per rendere confrontabili le campagne successive.
Strumenti consigliati
| Prodotto | Perché è pertinente |
|---|---|
| Dakota CMX2-DL | Modalità PETP con compensazione automatica della temperatura |
| Dakota CMX10-DL | Gamma completa di modalità per il monitoraggio di impianti in esercizio |
| Liquidi accoppianti ultrasonici | Formulazioni con campo di impiego dichiarato da -30 a +520 °C |
| Trasduttori per spessimetri di corrosione | Gamma che comprende sonde dichiarate per l’alta temperatura |
Domande frequenti
Lo fissa la combinazione di sonda e accoppiante, non lo strumento. I valori dichiarati sono riportati nella documentazione del trasduttore e del gel: la gamma di accoppianti disponibile indica un campo di impiego da -30 a +520 gradi Celsius.
Non senza compensazione. La velocità di propagazione varia con la temperatura, quindi una calibrazione fatta a temperatura ambiente porta a un valore spostato. Sulla serie CMX la modalità PETP applica la correzione automaticamente.
Perché durante l’appoggio il trasduttore si scalda progressivamente. Contatti brevi alternati a pause di raffreddamento mantengono la sonda entro il proprio limite dichiarato e ne preservano le caratteristiche.
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