
Scegliere uno strumento significa scegliere un metodo di misura. Questa sezione spiega come funziona il controllo ad ultrasuoni, che cosa distingue una modalità dall’altra e quali norme regolano la materia.
- ✓ Le modalità di misura spiegate una per una, con il loro impiego
- ✓ Rilevamento difetti: A-Scan, B-Scan, curve di riferimento
- ✓ Trasduttori, accoppiamento e materiali difficili
- ✓ Le norme di riferimento per misura, saldature, impianti e qualifiche
Il controllo non distruttivo ad ultrasuoni si fonda su un principio semplice: un impulso acustico viene inviato nel materiale, incontra una superficie di separazione e torna indietro. Misurando il tempo impiegato, e conoscendo la velocità di propagazione nel materiale, si ricava una distanza. Da questa idea derivano sia la misura di spessore sia la ricerca di difetti interni.
Attorno a quel principio si sono sviluppate modalità di misura diverse, ciascuna nata per risolvere un problema specifico: ignorare un rivestimento, misurare attraverso una superficie corrosa, leggere spessori molto sottili, valutare l’ampiezza di un’eco a profondità diverse. Conoscerle serve a scegliere lo strumento adatto e, prima ancora, a capire quando una lettura è attendibile.

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La seconda metà di questa sezione è dedicata alle norme. Un’ispezione ultrasonica non produce solo un numero: produce un documento che deve reggere il confronto con un committente, con un ente di controllo o con un collaudatore. Le norme definiscono il metodo, i requisiti dello strumento e la qualifica di chi esegue il controllo.
Le tecnologie
| Area | Che cosa vi trovate |
|---|---|
| Misura ultrasonica di spessore | Pulse-Echo, Echo-Echo, ThruPaint, PECT, PETP, Coating Thickness, calibrazione |
| Rilevamento difetti | A-Scan, B-Scan, curve DAC e DGS, TCG, sonde angolari |
| Tensione bulloni ad ultrasuoni | Misura dell’elongazione, compensazione termica, confronto con la coppia |
| Trasduttori e accoppiamento | Dual e single element, delay line, alta temperatura, accoppianti |
| Materiali e casi difficili | Ghise, compositi, superfici corrose, misure ad alta temperatura |
| Gestione del dato di misura | Data logger, griglie di mappatura, scarico dati, reportistica |
Le normative

Le norme che riguardano il controllo ultrasonico si distribuiscono su quattro piani distinti: il metodo di misura dello spessore, l’ispezione delle saldature, l’integrità degli impianti in esercizio e la qualifica di chi esegue il controllo. A questi si aggiungono le norme sul serraggio delle giunzioni bullonate.
Le pagine che seguono descrivono scopo e campo di applicazione di ciascuna norma e indicano dove gli strumenti Dakota NDT si collocano rispetto a essa. Le dichiarazioni di conformità dei singoli modelli sono riportate nelle rispettive schede prodotto.
| Area | Norme trattate |
|---|---|
| Norme per la misura di spessore | EN 14127, ASTM E797, EN 15317, ISO 16809 |
| Norme per l’ispezione di saldature | AWS D1.1, EN ISO 17640, EN 12668-1, ASME Sezione V |
| Norme di impianto e asset integrity | API 570, API 653, API 510, Direttiva PED |
| Norme per il serraggio bullonato | ASME PCC-1, EN 1090 |
| Qualifica di personale e strumenti | EN ISO 9712, EN 4179 e NADCAP, tracciabilità NIST, ISO 9001 |
Domande frequenti
La misura di spessore cerca l’eco di fondo per ricavare quanto materiale c’è fra la sonda e la superficie opposta. Il rilevamento difetti cerca invece le eco che tornano da discontinuità interne, e ne valuta ampiezza e posizione.
Perché ciascuna risolve un problema specifico: ignorare un rivestimento, lavorare su superfici corrose, leggere spessori molto sottili o misurare separatamente metallo e strato protettivo. La scelta dipende dal pezzo, non dalle preferenze dell’operatore.
Nella scheda di ciascun modello, che riporta le norme dichiarate dal costruttore, e nella documentazione tecnica allegata alla scheda stessa.
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