
La velocità di propagazione è il cambio che converte un tempo in una lunghezza. Sbagliarla non produce letture casuali: le sposta tutte nella stessa direzione, ed è per questo che l’errore passa inosservato.
- ✓ Ogni materiale ha la propria velocità di propagazione
- ✓ Elenchi di materiali preimpostati per i casi più comuni
- ✓ Velocity Mode: ricavare la velocità partendo da uno spessore noto
- ✓ Un errore sulla velocità produce un errore sistematico, non casuale
Lo strumento misura un tempo. Per trasformarlo in uno spessore deve sapere quanto velocemente l’ultrasuono attraversa quel materiale, e questa velocità non è una costante universale: cambia con il materiale, con la lega, con la struttura metallurgica e, in misura minore, con la temperatura.
Per i materiali più comuni gli strumenti offrono elenchi preimpostati: si seleziona il materiale e la velocità corrispondente viene applicata. È la strada più rapida, ed è sufficiente quando il materiale è noto con certezza e rientra fra quelli in elenco.

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Quando invece il materiale non è in elenco, oppure non si sa esattamente di quale lega si tratti, il ragionamento si rovescia. Si prende un campione dello stesso materiale di spessore noto, misurato con un calibro o con un micrometro, lo si misura con l’ultrasuono e si chiede allo strumento di ricavare la velocità che rende le due misure coincidenti: è il Velocity Mode.
Due modi di impostare la velocità
| Situazione | Come si procede |
|---|---|
| Materiale noto e presente in elenco | Si seleziona dall’elenco materiali dello strumento |
| Materiale noto ma non in elenco | Si inserisce manualmente la velocità di propagazione |
| Materiale incerto o non documentato | Velocity Mode su un campione di spessore noto |
| Lega particolare o trattamento termico | Verifica su campione, perché la struttura influisce |
| Misura ad alta temperatura | Correzione o modalità di compensazione termica |
Perché un errore sulla velocità è insidioso

Un accoppiamento mediocre produce letture che saltano, e l’operatore se ne accorge subito. Una velocità sbagliata produce invece letture stabili, ripetibili e coerenti fra loro: semplicemente tutte spostate della stessa percentuale. Nulla, sullo schermo, segnala il problema.
È la ragione per cui conviene verificare la taratura su un riferimento di spessore noto prima di iniziare una campagna, e ripeterla se si cambia materiale. I blocchetti di calibrazione servono esattamente a questo, e sono descritti nella pagina Blocchetti di calibrazione.
Strumenti con Velocity Mode
| Strumento | Impiego tipico |
|---|---|
| Dakota CX4 | Velocity Mode e ThruPaint™ su tubazioni e strutture |
| Dakota CX6-DL | Velocity Mode con datalogger integrato |
| Dakota ZX6-DL | Velocity Mode per prove sulla nodularità |
| Blocchetti di calibrazione | Riferimenti di spessore noto per la taratura |
Domande frequenti
Ricava la velocità di propagazione di un materiale partendo da un campione di spessore noto: si misura il campione con l’ultrasuono e lo strumento calcola la velocità che rende la lettura coincidente con lo spessore reale.
Perché non produce letture instabili ma letture stabili e coerenti, tutte spostate della stessa percentuale. A differenza di un accoppiamento difettoso, non dà alcun segnale visibile sullo schermo.
È sufficiente quando il materiale è noto con certezza e rientra fra quelli previsti. Su leghe particolari o materiali non documentati conviene ricavare la velocità effettiva da un campione.
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