
La corrosione non è uniforme. Una lettura in un punto qualsiasi dice poco: quello che conta è il punto più sottile, e per trovarlo bisogna passare sopra un’area, non fermarsi su un punto.
- ✓ Molte letture al secondo mentre la sonda scorre sulla superficie
- ✓ Il valore minimo incontrato resta visibile a fine passata
- ✓ Individuazione rapida di zone di pitting e assottigliamento locale
- ✓ Velocità di scansione dichiarate diverse da modello a modello
In modalità normale lo strumento aggiorna la lettura poche volte al secondo: è sufficiente per misurare un punto fermo, non per seguire una sonda che si muove. Lo scan mode alza la frequenza di acquisizione, in modo che ogni piccolo spostamento del trasduttore corrisponda comunque a una lettura.
La conseguenza pratica è che si può far scorrere la sonda su una zona, invece di appoggiarla e sollevarla punto per punto, e lo strumento trattiene il valore minimo incontrato lungo il percorso. A fine passata si legge lo spessore più basso dell’area esplorata, che è il dato rilevante per la valutazione dell’integrità.

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È il modo corretto di affrontare la corrosione localizzata. Un attacco per pitting produce crateri di pochi millimetri di diametro: la probabilità di centrarne uno appoggiando la sonda a caso è bassa, mentre percorrendo l’area con lo scan mode il punto più profondo emerge.
Velocità di scansione dichiarate
| Modello | Scan mode dichiarato dal costruttore |
|---|---|
| Serie CMX | Fino a 250 letture al secondo |
| Dakota MX1-DL e MX2-DL | 200 Hz |
| Dakota ZX6-DL | 100 Hz |
| Dakota CX8-DL | 16 Hz |
| Dakota ZX-1 e ZX-3 | Scansione ad alta velocità per la ricerca del minimo |
Come si usa in campo

La sequenza abituale prevede due tempi. Prima si percorre l’area con lo scan mode per individuare dove si trova il minimo; poi, trovata la posizione, si esegue una lettura statica in quel punto e la si registra, perché è quella che entra nel rapporto.
Perché la scansione sia efficace serve accoppiamento continuo: il gel va steso sulla traiettoria e non solo nel punto di partenza. Una passata con accoppiamento discontinuo produce buchi nel percorso, e il minimo può trovarsi proprio dove la sonda ha perso contatto.
Strumenti con scan mode
| Strumento | Impiego tipico |
|---|---|
| Dakota CMX10-DL | Ricerca del minimo con A-Scan a colori per la validazione |
| Dakota MX1-DL | Scansione a 200 Hz con archiviazione in grid file |
| Dakota ZX6-DL | Scansione a 100 Hz con datalogger |
| Liquidi accoppianti | Accoppiamento continuo lungo la traiettoria di scansione |
Domande frequenti
A non perdere informazione mentre la sonda si muove. Con poche letture al secondo, spostando il trasduttore si salterebbero intere porzioni di superficie fra una lettura e la successiva.
La prassi corretta è usare lo scan per individuare la posizione del minimo e poi eseguire una lettura statica in quel punto, che è il valore da archiviare nel rapporto.
Perché dove l’accoppiamento si interrompe la misura non avviene: si crea un tratto non esplorato, e il punto più sottile potrebbe trovarsi proprio lì.
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